Breve Storia dell’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali
Da: "Prefazione di Edda Samory “1948 -1998 I primi cinquant’anni” a cura di Alfonso Polsoni Roma 6 Novembre 1968 Sala Borromini. Adattato e completato da Franca Dente

L' Associazione Nazionale Assistenti Sociali ha sicuramente fatto la Storia del Servizio Sociale in Italia, poiché fino all'anno 1990 è stata l'unica associazione di categoria , ed in quanto tale il luogo prevalente in cui si è seguito e documentato il percorso di sviluppo della professione e il relativo processo di professionalizzazione. Dal 1990 con la nascita del Sindacato Unitario Assistenti Sociali (SUNAS) e nel 1993 dell'Ordine Professionale i luoghi di discussione sulla professione si sono ampliati, ma la natura del dibattito interna all'Associazione è rimasta sempre di tipo culturale , promozionale e formativo rimanendo fermi alla natura che da sempre si è voluta dare all'Associazione di "Grande Laboratorio di pensiero , di attività e di azione , luogo di approfondimento della professione e della sua evoluzione".
Infatti l'Anas prima e l'Assnas poi hanno rappresentato il luogo di incontro e dibattito culturale degli Assistenti Sociali, dibattito e confronto mirato a costruire le linee guida dell'operare professionale , linee che costantemente focalizzano l'esigenza di un progetto formativo adeguato ai delicati compiti che lo Stato Italiano ha ad essi affidato, mano a mano che sono emersi gravi problemi sociali ed aree di emarginazione e di disagio .
La sede formativa adeguata venne individuata fin dalla nascita della professione nella Università, va ricordato infatti che l'Università di Siena apre la Scuola diretta a fini speciali per Assistenti Sociali nel 1958/59 , seguita poi da altre Università.
Va sottolineato tuttavia che l'Associazione ha dovuto lavorare molti anni, con mobilitazione e manifestazioni anche di piazza, per poter ottenere con il DPR14/87 il riconoscimento giuridico del titolo conseguito presso le Scuole Private ( citando le più famose a cui naturalmente va il grande merito di aver contribuito fortemente alla costruzione delle discipline professionale: U.N.S.A.S.(1946) C.E.P.A.S.(1947) e successivamente E.N.S.I.S.S. e O.N.A.R.M.O.), l'abilitazione all'esercizio professionale e la collocazione formativa di base esclusivamente nella sede Universitaria. Per quest'ultima parte il DPR14/87 ha risposto solo in parte alle richieste formative avanzate, poiché non si è accolta l'esigenza più ampiamente espressa di adeguare anche il livello di contenuto con la istituzione del Corso di Laurea in Servizio Sociale quale livello formativo minimo per esercitare la professione .
Sono state evidenziate e sostenute le particolarità della formazione degli assistenti sociali poiché essa è stata sempre caratterizzata da elementi didattici innovativi atti ad assicurare una formazione professionalizzante , cioè una metodologia didattica che vede lo studente in posizione attiva e partecipante basata sui seminari , lavori di gruppo , ricerche guidate sul disagio sociale, elaborati di documentazione riflessive del confronto interprofessionale , nonché internazionale.
L'Associazione infatti fa parte dal 1948 della Federazione Internazionale delle Associazioni Assistenti Sociali dei vari paesi del mondo , e quindi in una posizione di scambi culturali ,e particolarmente frequenti sono stati quelli con i paesi dell'unione europea, anticipando quello che oggi è diventato indispensabile , cioè essere assistenti sociali in Europa .
Dell' Associazione hanno fatto parte in qualità di soci ,ma anche con incarichi e cariche, numerose personalità illustri della vita politica e sociale del nostro paese , che occupano o hanno occupato posti di grande impegno e responsabilità , e che hanno potuto o dovuto trovare un maggiore senso e spazio alla loro motivazione e formazione sociale, prima dell'istituzione della Laurea in Servizio Sociale, acquisendo altro titolo per crescere nella carriera pubblica e nel lavoro. Questo dato ci porta a riflettere sul nodo storico o meglio definibile buco nero della professione in questi oltre cinquant'anni. Infatti la politica socio- assistenziale italiana , quando le leggi italiane hanno imposto la regola della laurea per avere piena autorevolezza nella carriera pubblica e nel lavoro, non ha ritenuto necessario o non ha voluto dare alla professione centrale dei servizi socio-assistenziali il titolo formativo più alto , necessario per dare voce e spazio alla operatività in tutti i livelli in cui è opportuna e necessaria la presenza; ha reso quindi impossibile agli Assistenti Sociali l'accesso alla direzione , alla organizzazione e programmazione dei servizi e ha impedito loro di sviluppare una maggiore responsabilizzazione per incentivare lo sviluppo dei servizi stessi e della professione.
La formazione universitaria ed in particolare l' istituzione del Corso di Laurea in Servizio Sociale per preparare l'Assistente Sociale di Base è stata una delle prime esigenze espresse dall'Associazione, e continua ad esserlo ancora oggi nel momento in cui considera completa la formazione dell'assistente sociale solo nel percorso specialistico (Laurea Specialistica) . La Qualità della formazione specifica resta tutt'oggi uno degli interessi principali dell'Associazione e su questo indirizza molte delle sue azioni.
Va ricordata che la prima proposta di formazione dell'assistente sociale laureato risale al 1952.
La vita dell'Associazione è stata segnata da un altro forte interesse " il Valore etico e deontologico della professione" , infatti tale interesse ha permesso di segnare un'altra tappa storica della professione .
Infatti verso la fine degli anni ottanta la professione ha sentito il bisogno di ritornare alle radici del Servizio Sociale riprendendo con forte impegno la riscoperta dei valori e principi fondanti della professione ; un gruppo di assistenti sociale dell'associazione ha cominciato un lavoro di studio e approfondimento in tale ambito che ha portato all'approvazione ,nel Congresso di Chianciano del 26 - 28 ottobre 1992, del primo Codice Deontologico italiano dell'Assistente Sociale..
La presenza di un Codice Deontologico ha consentito di ottenere nel 1993 l'istituzione dell'Ordine Professionale con l'emanazione della legge n.84/93 , sorto concretamente nel 1994 con l'emanazione del Regolamento attuativo DPR 615/94.
L'Ordine Professionale è stato, quindi, uno degli obiettivi, dopo il riconoscimento giuridico del titolo di studio, voluto e per questo sempre sostenuto dall'Associazione.


I' impegno dell'Associazione è proseguito anche dopo l'istituzione dell'Ordine Professionale stimolando e promuovendo la cultura della professione e la sua peculiarità a vari livelli istituzionale e non, interni ed esterni alla professione , infatti ,insieme alle altre rappresentanze della professione, ha contribuito a incidere nelle politiche sociali e formative come la Legge Quadro del Sistema integrato di interventi e servizi sociali, l' istituzione del Corso di Laurea in Servizio Sociale e successivamente la Riforma Universitaria che ha delineato il nuovo percorso formativo dell'Assistente Sociale in Laureato e Laureato Specialista ,oggi in fase di implementazione, per citare alcune più significative.
Non siamo ancora soddisfatti perché questo nuovo impianto formativo universitario, con l'autonomia degli atenei che non sempre seguono logiche di qualità, rischia di vanificare e sottovalutare lo specifico professionale che maggiormente ci identifica. Infatti si sta registrando una sottovalutazione dei tirocini e delle discipline specifiche professionalizzanti sia nel numero delle ore di insegnamento teorico e pratico che nei suoi contenuti , spesso affidate a docenti non assistenti sociali ma di altre discipline che non hanno alcuna conoscenza di servizio sociale Su questo continueremo a lavorare, come pure sulla necessità di riempire di contenuti e di attività conoscitive e operative avanzate dell'Assistente Sociale Specialista.
Tutto ciò senza perdere di vista l'aspetto prioritario di ricerca , approfondimento culturale e formativo di cui l'associazione si è fatta sempre carico e del quale il Centro Studi di Servizio Sociale di Bologna ne è una testimonianza. A conferma e testimonianza di quanto sopra detto rispetto alla nostra storia faremo seguire , per ragioni di spazio, solo alcune RACCOMANDAZIONI - MOZIONI CONGRESSUALI più significative partendo dalla prima del 1948.


I° Congresso Nazionale 27 - 30 maggio 1948 Roma
Tema "Posizione attuale e responsabilità dell'Assistente Sociale nell'esercizio e nell'affermazione della professione"
Presidente Rosetta STASI
RACCOMANDAZIONE PRESENTATE IN SEDE DI CONVEGNO A PROPOSITO DELLA RESPONSABILITÀ DELL'ASSISTENTE SOCIALE NELL'AFFERMAZIONE DELLA PROFESSIONE

In relazione alla responsabilità dell'A.S. in relazione alla propria preparazione tecnica e culturale ,alla responsabilità dell'A.S. in relazione alla formazione e all'addestramento dei futuri assistenti sociali e alla responsabilità dell'A.S. nella valorizzazione della professione sono state formulate le seguenti raccomandazioni che l'Associazione dichiara di porre alla base delle sue prossime iniziative o di utilizzare per incrementare e sollecitare quelle già in corso.
  1. Vista la necessità di mettere alla portata delle assistenti sociali tutti quei mezzi che possono concorrere alla elevazione della loro preparazione tecnica professionale che ,per le sue speciali caratteristiche è in corso di continua evoluzione , e contribuire a mantenere vivo in esse lo spirito del servizio sociale, alimentandole a quelle fonti di cultura che vanno al di là della cultura specificatamente professionale, l'Associazione si impegna:
    • a curare il perfezionamento progressivo dell'attuale Notiziario onde rendere più copiosa la documentazione, arricchendola sia di segnalazioni bibliografiche ,sia di quegli apporti personali di esperienza che le assistenti sociali desiderose di collaborazione con la redazione vorranno mandare a scopo di pubblicazione;
    • di agevolare gli scambi di esperienza (ritenuti opportuni e talora indispensabili)col promuovere riunioni regolari periodiche tra le assistenti sociali attive nei diversi settori di servizio sociale; convegni periodici regionali e inter-regionali e indire annualmente un convegno nazionale;
    • di favorire gli scambi culturali con le associazioni similari o con le istituzioni sociali all'estero, e, proseguendo nell'opera già iniziata, favorire i contatti con tale istituzioni ,mediante la partecipazione delle associate a convegni internazionali ,viaggi culturali all'Estero (agevolati da una stretta relazione con quelle istituzioni che hanno già posto a disposizione di alcune nostre associate borse di studio e altre agevolazioni),onde realizzare anche sul piano del nostro lavoro professionale ,quegli scambi di lavoratori che sono ora vivamente auspicati.
  2. In relazione alla responsabilità dell'A.S. nei riflessi della formazione delle nuove reclute del servizio sociale, l'Associazione si propone:
    • di promuovere o consolidare, ove già esistono, i contatti con le Scuole di Servizio Sociale o con gli Enti che presiedono al loro incremento;
    • di studiare i metodi più moderni di addestramento in fase di tirocinio, allo scopo di rendere più efficace il contributo che le proprie associate possono portare in questo particolare settore per affiancare l'opera delle scuole stesse;
    • di presentare in adeguata sede i propri postulati affinchè gli assistenti sociali ,scelti con adeguate garanzie, possono portare il contributo della loro esperienza presso le commissioni esaminatrici delle Scuole di Servizio Sociale.
  3. Per quanto concerne infine la responsabilità dell'A.S. nella valorizzazione della professione l'Associazione Intende:
    • proseguire quei passi preliminari , da essa già resi pubblici, presso il competente Ministero dell'Istruzione al fine di sollecitare e risolvere nel modo più adeguato e secondo i criteri suggeriti dall'esperienza, i lavori in corso per il riconoscimento giuridico del titolo di Assistente Sociale;
    • la formulazione di programmi di Stato per il rilascio del diploma ai candidati, e quant'altro può essere riconosciuto necessario ai fini della tutela dell'esercizio della professione;
    • di precisare quei campi di lavoro in cui da parte degli organi stessi dello Stato può essere riconosciuta la necessità di una impostazione organica e completa del servizio sociale, sia ai fini di una più adeguata risoluzione dei problemi dell'assistenza e della protezione sociale nel suo complesso, sia ai fini di una integrale soluzione del problema inerente sia alla immissione di assistenti sociali già qualificati per precedenti titoli di studio e di lavoro, sia di assistenti sociali che in prosieguo di tempo acquisteranno titolo per l'esercizio della professione, in quelle funzioni specifiche che loro competono nella organizzazione complessiva delle nostre istituzioni sociali ed in armonia con la struttura politico- sociale che in un tempo assai prossimo dovrà definitivamente delinearsi e concretarsi.


XIV Congresso Nazionale I° sessione 25-27 giugno 1978 Roma II° sessione 19-21 ottobre 1979 Ariccia
TEMA "Riforma, territorio e servizi: Assistente Sociale e realtà in trasformazione"
Presidente Nazionale: Alfonso Polsoni


MOZIONE COGRESSUALE

L'Assemblea Congressuale degli assistenti sociali aderenti all'Ass.N.A.S , a conclusione dei lavori, ha individuato alcuni obiettivi da perseguire in via prioritaria:
  1. legalizzazione del titolo di assistente sociale a breve scadenza. Tale titolo deve essere inserito nell'ambito universitario, attraverso l'istituzione di un Corsi di Laurea Specifico;
  2. nel prevedere la legalizzazione del titolo debbono essere previste delle norme transitorie affinchè agli assistenti sociali in possesso del diploma sia consentita l'acquisizione del titolo legale di laurea. Tale opportunità dovrà essere prevista per gli assistenti sociali che abbiano conseguito diploma di scuola media superiore e siano in possesso del titolo di assistente sociale conseguito mediante corsi triennali e biennali se precedenti al 1959:
Nel perseguimento di tale obiettivo il problema delle scuole di Servizio Sociale dovrà essere risolto dai parlamentari impegnati in merito; tutto ciò tenendo ben presente che gli assistenti sociali sono per la pubblicizzazione a livello universitario delle sedi di formazione, opponendosi a tentativi di regionalizzazione delle Scuole di Servizio Sociale.
Qualora venissero avanzate proposte di collocazione a livello universitario diverse dal corso di laurea, le decisioni in merito dovranno essere prese a livello di Segreteria Nazionale previa consultazione della base.
Poiché si ritiene che la legalizzazione del titolo non possa costituire l'unico obiettivo valido per garantire l'immediato e adeguato inserimento funzionale degli assistenti sociali nell'ambito delle riforme Socio-Sanitarie ,l'Associazione ha individuato alcuni obiettivi da perseguire, nei tempi brevi, allo scopo di rimuovere l'attuale situazione di stasi anche attraverso la mobilitazione di categoria:
  1. azione volta ad ottenere l'istituzione della Commissione di studio costituita da rappresentanti dei Sindacati Confederali e rappresentanti della categoria che, nonostante l'impegno formale, assunto dalla Federazione Sindacale nella prima sessione del XIV Congresso è stata disattesa;
  2. azione volta ad ottenere che venga consultato un rappresentante dell'Ass.N.A.S. da parte della Commissione istituita presso il Ministero della Sanità per la discussione dell'art.47 della L.833/78;
  3. azioni volte a garantire concreti risultati dalla contrattazione delle Commissioni Parlamentari per il riconoscimento del titolo e per la formazione in ambito universitario;
  4. programmazione di interventi volti alla pubblicizzazione dei problemi della categoria e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul ruolo dell'assistente sociale nella politica territoriale dei Servizi Socio-Sanitari. Tale obiettivo potrà essere perseguito anche attraverso conferenze stampa ed attraverso la promozione di un Convegno con la partecipazione di rappresentanti delle Amministarzioni Locali, dei Comitati di Base, dei Sindacati ecc;
  5. individuare forme di lotta promozionale per l'attuazione delle Riforme dei Servizi Sociali sia a livello Nazionale che a livello Regionale.

XVI Congresso Nazionale 29 - 30 aprile 1988 TREMEZZO
Tema : Contenuti culturali e scientifici della professione e suo rapporto con le politiche sociali.
Tutela dell'esercizio della professione"
Presidente: Orazio Lietti -Erma Zucco


MOZIONE CONGRESSUALE

Il XVI Congresso degli Assistenti Sociali impegna tutti gli organismi dell'Ass.N.A.S. a lavorare in tempi brevi per arrivare all'istituzione del CORSO DI LAUREA in SERVIZI SOCIALE all'interno della legislazione nazionale ed a mantenere fino a tale istituzione ,come unico titolo abilitante per l'esercizio della professione di Assistente Sociale, il diploma universitario di assistente sociale rilasciato e riconosciuto ai sensi degli art.1.3.4.5 del DPR 14/87,rifiutando qualsiasi norma giuridica che legittimi altri tipi di diploma anche ai soli fini lavorativi.
Sancisce che i risultati ottenuti sinora con la pubblicazione del DPR 14/87 debbano essere difesi ed il Congresso impegna tutti gli organismi dell'Associazione Nazionale Assistenti Sociali a muoversi nei confronti delle sedi istituzionali competenti per un'immediata applicazione di quanto previsto dal DPR 14.
L'Associazione Nazionale Assistenti Sociali persegue e si impegna , con i propri tempi ed i metodi già stabiliti dalla tesi approvata in sede di Congresso, per l'istituzione dell'ALBO ed ORDINE PROFESSIONALE degli Assistenti Sociali.

Mozione del XX Congresso Nazionale
Roma, 17/18 novembre 2001
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